Nuovo ISEE 2025: dal 5 marzo esclusi i titoli di Stato dal calcolo. Impatti sui bonus

Il 19 febbraio 2025, il Dpcm governativo 13/2025 è stato ufficialmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, stabilendo l’esclusione dal calcolo Isee dei buoni postali, dei libretti e di tutti i titoli di Stato fino a un valore massimo di 50mila euro. Questa decisione, attesa da oltre un anno, segna un importante passo per i possessori di titoli, poiché porterà a una riduzione dell’indicatore Isee e, di conseguenza, a un aumento delle prestazioni sociali correlate, come i bonus per gas e luce, l’assegno unico, il bonus psicologo e altre agevolazioni. La nuova normativa entrerà in vigore il 5 marzo 2025, con l’Inps incaricato di aggiornare le nuove Dsu (Dichiarazioni sostitutive uniche) per l’anno in corso.

Esclusioni dal calcolo Isee

L’implementazione del Dpcm prevede che diversi strumenti finanziari siano esclusi dal calcolo dell’Isee. Tra questi figurano i Buoni Ordinari del Tesoro (BOT), i Certificati del Tesoro Zero-Coupon (CTZ), i Buoni del Tesoro Poliennali (BTP), i Certificati di Credito del Tesoro (CCT), i buoni postali fruttiferi e i libretti di risparmio postale. Queste esclusioni mirano a garantire che i risparmiatori non siano penalizzati nel calcolo dell’indicatore economico, favorendo così un accesso più ampio alle prestazioni sociali.

Per ulteriori dettagli, è possibile consultare il link riguardante l’esclusione di Btp e altri titoli di Stato dal calcolo Isee.

Impatto economico per lo Stato

L’implementazione di questa misura comporterà un costo stimato di circa 44 milioni di euro per lo Stato, coperto dalla precedente Legge di Bilancio. Si prevede un incremento medio dello 0,23% dell’Isee, sebbene l’impatto sulle prestazioni sociali sia considerato trascurabile per molte di esse, dato che le soglie di accesso sono generalmente basse. Tuttavia, l’assegno unico rappresenta un’eccezione a causa della sua struttura che prevede diverse fasce Isee.

Simulazioni sull’Isee

Il quotidiano Il Sole 24 Ore ha commissionato al Caf Acli di effettuare simulazioni riguardanti l’impatto delle nuove regole. Un esempio concreto riguarda una famiglia con due figli, un reddito da lavoro dipendente e un patrimonio mobiliare di 79mila euro, inclusi 25mila euro investiti in titoli di Stato. Questa famiglia potrebbe vedere una riduzione dell’Isee di circa 2mila euro, corrispondente a una diminuzione dell’8,6%. Se l’investimento in titoli di Stato raddoppiasse, il risparmio si attesterebbe a 4mila euro su 50mila.

Attestazioni Isee già rilasciate

Il Dpcm prevede anche una disciplina transitoria per le attestazioni Isee già emesse, che rimarranno valide per accedere alle prestazioni sociali agevolate fino alla loro naturale scadenza. Gli interessati potranno comunque richiedere una nuova attestazione conforme alle nuove regole. Si segnala che dal 2023, i Caf possono richiedere un compenso di fino a 25 euro per i modelli successivi al primo.

Altre misure incluse nel decreto

Il decreto introduce anche misure specifiche per i nuclei familiari con persone disabili o non autosufficienti. Questi nuclei potranno escludere dal calcolo del reddito i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, comprese le carte di debito ricevute in base alla disabilità. Inoltre, è prevista una maggiorazione di 0,5 al parametro della scala di equivalenza per ogni componente disabile del nucleo familiare.

Preparativi per la dichiarazione dei redditi

Nel frattempo, il Fisco si prepara per la stagione della dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile il modello 730 per il 2025, accompagnato da istruzioni dettagliate. Quest’anno, il modello avrà un perimetro ampliato, consentendo ai contribuenti non titolari di partita IVA di utilizzarlo anche per dichiarare redditi a tassazione separata o soggetti a imposta sostitutiva.

Successo del Btp Più

Il Btp Più, il nuovo titolo di Stato rivolto ai risparmiatori, ha ottenuto un notevole successo, con 5,6 miliardi di euro e 160.734 contratti sottoscritti nel primo giorno di collocamento. Questo risultato evidenzia l’attrattiva del debito italiano e dei suoi rendimenti, in un contesto di politica monetaria in evoluzione, con la Bce impegnata in un graduale taglio dei tassi. Il Btp Più, facente parte della famiglia dei Btp Valore, offre una durata di otto anni e una ‘finestra d’uscita’ che consente il rimborso del capitale dopo quattro anni. I tassi minimi garantiti, con un incremento dal 2,80% nei primi quattro anni al 3,60% nel quadriennio successivo, insieme a un trattamento fiscale agevolato, hanno attratto numerosi investitori retail.

Published by
Ludovica Loringa