Germania, alleanza Cdu e Spd: il dibattito su debito e spesa per la difesa

Dopo le elezioni tenutesi il 23 marzo 2025 in Germania, l’attenzione si concentra sulla possibilità di una nuova coalizione tra la CDU e i socialdemocratici (SPD). Tuttavia, questa alleanza non riuscirebbe a garantire la maggioranza dei due terzi necessaria per apportare modifiche alla Costituzione. Tale situazione complica notevolmente i piani di riforma, in particolare quelli relativi al freno al debito, un obiettivo cruciale nel periodo preelettorale. Tra le priorità del futuro governo ci sono anche l’aumento della spesa per la difesa, gli investimenti e la riduzione dei costi energetici, che hanno subito un’impennata a causa dell’invasione russa dell’Ucraina.

Analisi degli esperti

La vittoria della CDU-CSU, come evidenziato da César Pérez Ruiz, responsabile degli investimenti di Pictet Wealth Management, è vista come un segnale positivo per i mercati. Ruiz sottolinea che una modesta espansione fiscale rimane una possibilità, nonostante i rischi legati alla presenza di partiti minori che potrebbero formare una minoranza di blocco. Secondo Martin Skanberg, gestore di fondi di Schroders, esiste un consenso sulla necessità di riforme in Germania per migliorare la competitività. La CDU, guidata da Friedrich Merz, ha espresso l’intenzione di proseguire con le riforme e di attuare un programma favorevole alla crescita, il che potrebbe apportare benefici alle aziende tedesche.

Irene Lauro, economista europea di Schroders, avverte che le conseguenze economiche delle elezioni non si sentiranno fino al 2026, poiché ci vorrà tempo per formare un governo e concordare un bilancio. Merz ha mostrato apertura a rivedere la riforma del freno al debito, una norma costituzionale che limita l’indebitamento pubblico, ma la composizione attuale del parlamento rende questa operazione complessa. La presenza di partiti come l’AfD e Die Linke crea ostacoli significativi.

Un eventuale incremento della spesa fiscale in Germania, come spiegato da Lauro, si concentrerebbe principalmente sulla difesa, in risposta alle richieste del presidente Trump per un maggiore impegno europeo in questo settore. Attualmente, la Germania destina circa l’1,4% del PIL alla difesa, ma per ottenere una vera indipendenza dagli Stati Uniti, questa percentuale dovrebbe salire al 3,5%. Tuttavia, l’aumento della spesa militare non sarebbe sufficiente a stimolare l’economia nazionale, poiché gran parte degli appalti continuerebbero a essere gestiti da aziende straniere, in particolare statunitensi.

Riduzione dei costi energetici come priorità

Un’altra priorità per il nuovo governo sarà la riduzione dei costi energetici, che sono aumentati drasticamente a causa dell’invasione russa dell’Ucraina. Lauro evidenzia che il governo potrebbe cercare di abbattere le tasse sull’energia e investire in infrastrutture rinnovabili. Inoltre, si prevede una possibile riduzione delle imposte sulle società e sul reddito, che potrebbe risultare vantaggiosa sia per le aziende che per i consumatori, contribuendo a stimolare il mercato azionario. Tuttavia, rimane da chiarire come tali misure saranno finanziate.

Un problema significativo per l’economia tedesca è stata la scarsa propensione agli investimenti, con risultati inferiori rispetto al resto d’Europa dopo la pandemia. Le aziende tedesche tendono a investire all’estero piuttosto che nel paese, giustificando questa scelta con i costi elevati dell’energia e della manodopera, oltre ai lunghi processi di approvazione. Sebbene la riforma del freno al debito sia stata al centro del dibattito preelettorale, ci sono molte altre sfide sul lato dell’offerta che il nuovo governo dovrà affrontare, e si prevede che i negoziati saranno lunghi e complessi.

Nel quarto trimestre del 2024, l’economia tedesca ha registrato una contrazione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, in linea con le stime iniziali, a causa di un calo del 3,4% delle esportazioni e di una diminuzione dell’1% delle importazioni. Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm, sottolinea che la stagnazione economica in corso ha contribuito a un clima di sfiducia tra gli elettori, rendendo difficile per i partiti tradizionali come la CDU e lo SPD ottenere un mandato chiaro. Per la coalizione guidata dalla CDU, la sfida principale sarà rilanciare la crescita economica, gestendo nel contempo un rapporto più incerto con gli Stati Uniti sotto la presidenza di Trump, il quale ha messo in discussione l’alleanza transatlantica e ha sollevato la possibilità di introdurre dazi. Merz dovrà dare priorità alla diplomazia per proteggere l’economia tedesca dalle sanzioni commerciali, mentre il suo piano di aumento della spesa per la difesa potrebbe rappresentare un primo passo per migliorare i legami con Washington, ma i dettagli su come sarà finanziato rimangono incerti.

Published by
Ludovica Loringa