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MILANO – Donald Trump annuncia l’implementazione di nuove tariffe doganali che entreranno in vigore il 4 marzo 2025. Il presidente degli Stati Uniti ha confermato che il tasso di dazi sui prodotti provenienti dall’Europa sarà fissato al 25%. Contestualmente, il medesimo giorno verrà introdotto un ulteriore 10% di dazi sui beni cinesi, mentre le tariffe reciproche tra Stati Uniti e Cina scatteranno come previsto il 2 aprile. Queste misure sono state comunicate da Trump attraverso un messaggio pubblicato su Truth, il suo social network.
Il presidente ha espresso preoccupazione per l’elevato volume di sostanze stupefacenti che continuano a entrare nel suo Paese, provenienti principalmente dal Messico e dal Canada. Secondo Trump, una parte significativa di queste sostanze, in particolare il Fentanil, è prodotta e fornita dalla Cina. “Le droghe continuano ad affluire nel nostro Paese a livelli inaccettabili”, ha affermato, sottolineando l’urgenza di affrontare questa situazione.
Le conseguenze delle nuove tariffe
Le nuove misure commerciali annunciate da Trump mirano a combattere il traffico di droga e a proteggere la salute pubblica negli Stati Uniti. Il presidente ha fatto riferimento a statistiche allarmanti, affermando che oltre 100.000 persone sono decedute nell’ultimo anno a causa della distribuzione di sostanze pericolose e altamente dipendenti. “Le famiglie delle vittime sono devastate, e in molti casi, distrutte”, ha dichiarato Trump, evidenziando l’impatto devastante della crisi legata alle droghe nel Paese.
La decisione di aumentare i dazi è stata giustificata dalla necessità di limitare l’importazione di prodotti che contribuiscono a questo problema. “Non possiamo permettere che questo flagello continui a danneggiare gli Stati Uniti. Finché non si fermerà o non sarà seriamente limitato, i dazi proposti entreranno in vigore come previsto”, ha ribadito il presidente.
Reazioni e impatti sul commercio internazionale
Le nuove tariffe hanno suscitato reazioni contrastanti sia negli Stati Uniti che a livello internazionale. Le aziende americane che importano beni dall’Europa e dalla Cina potrebbero trovarsi a fronteggiare costi maggiori, che potrebbero riflettersi sui prezzi al consumo. Le associazioni di categoria hanno espresso preoccupazione per l’impatto che queste misure potrebbero avere sull’economia, in particolare in un periodo già segnato da incertezze globali.
D’altro canto, i funzionari cinesi hanno già annunciato che risponderanno con misure simili, creando un clima di tensione commerciale tra le due potenze. Le politiche di Trump sembrano quindi innescare un nuovo ciclo di dazi reciproci, che potrebbe influenzare ulteriormente le relazioni economiche internazionali.
Con l’avvicinarsi delle date di entrata in vigore delle nuove tariffe, il mondo degli affari osserva con attenzione gli sviluppi, mentre gli esperti di economia monitorano le possibili ripercussioni su settori chiave e sui mercati globali.