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Donald Trump ha espresso la sua frustrazione nei confronti dell’Unione Europea, sottolineando che le politiche commerciali europee, in particolare l’imposta sul valore aggiunto, rappresentano un ostacolo significativo per le aziende americane. Durante un incontro con il primo ministro britannico, Keir Starmer, tenutosi a Londra il 25 gennaio 2025, il presidente americano ha rilanciato le tensioni commerciali con il continente europeo. Trump ha evidenziato come l’aliquota IVA del 20% sui prodotti importati dagli Stati Uniti sia inaccettabile, affermando: “Abbiamo problemi con l’UE perché ci mette dazi sotto forma dell’imposta di valore aggiunto e fa causa alle nostre aziende“. Ha citato i casi legali contro Apple e Google, definendoli “completamente ridicoli” e promettendo reciprocità nelle imposizioni fiscali. Inoltre, ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi, che entreranno in vigore il 4 marzo: un incremento del 25% sui beni provenienti da Messico e Canada e del 10% su quelli cinesi. Queste dichiarazioni hanno avuto un impatto immediato sui mercati, con Piazza Affari che ha chiuso in calo del 1,53%, mentre il G20 Finanze in Sudafrica non è riuscito a raggiungere un accordo sulla dichiarazione finale. Mosca ha avvertito che una guerra commerciale avrebbe conseguenze negative per tutti.
Reazione dell’unione europea
Un portavoce della Commissione Europea ha annunciato che l’Unione Europea risponderà in modo deciso alle misure commerciali statunitensi, definendole “barriere ingiustificate”. L’Unione sta cercando di rafforzare la propria posizione commerciale a livello globale, avviando trattative in diverse regioni. Dopo aver siglato intese commerciali nei Caraibi e accordi con Messico e Malesia, l’UE ha avviato una missione in India, seguita da una visita in Cina per affrontare il tema delle auto elettriche. Il programma prevede anche un summit Ue-Sudafrica il 13 marzo e il primo vertice Ue-Asia Centrale in Uzbekistan il 3-4 aprile. Sebbene non si prevedano risultati concreti immediati, l’obiettivo è preparare il terreno per un incontro bilaterale da tenere nella seconda metà dell’anno. Attualmente, l’Unione Europea è il principale partner commerciale dell’India, con scambi che nel 2023 hanno raggiunto i 124 miliardi di euro. Il commissario europeo per il commercio, Maros Sefcovic, ha in programma di recarsi a Pechino a fine marzo per discutere un possibile accordo sui dazi per le auto elettriche cinesi con il suo omologo Wang Wentao.
Preoccupazioni del settore industriale
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha manifestato preoccupazione per le ricadute delle politiche commerciali americane sull’industria italiana. A seguito dell’annuncio dei dazi, Orsini ha esortato a prendere “misure straordinarie per un momento straordinario”, chiedendo un’azione rapida e coraggiosa da parte dell’Europa. Ha sottolineato la necessità di un “patto bipartisan” per affrontare questa crisi. Nel 2024, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti hanno raggiunto circa 65 miliardi di euro, mostrando una vulnerabilità maggiore rispetto alla media europea. Secondo l’analisi del Centro studi di Confindustria, i settori più a rischio includono quello chimico e farmaceutico, ma anche mezzi di trasporto, macchinari e prodotti alimentari. La situazione attuale richiede un’attenta valutazione dei rischi associati a una potenziale guerra commerciale, dato che il mercato americano rappresenta una fetta significativa per molte imprese italiane.