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Legambiente ha espresso un parere positivo riguardo al Clean Industrial Deal, definendolo un’opportunità strategica per accelerare la transizione verso la neutralità climatica e per migliorare la competitività dell’economia europea. Questa dichiarazione è stata rilasciata il 15 gennaio 2025, in un contesto in cui l’Unione Europea sta cercando di affrontare le sfide legate alla sostenibilità e alla transizione energetica.
La necessità di un Piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili è stata sottolineata, con un netto rifiuto verso la deregulation prevista nel primo Pacchetto Omnibus. Secondo Legambiente, tale deregulation rappresenterebbe un passo indietro rispetto agli obiettivi stabiliti dal Green Deal, compromettendo gli sforzi verso una maggiore sostenibilità.
L’importanza del clean industrial deal
Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, ha commentato che l’adozione del Clean Industrial Deal rappresenta un’opportunità da non perdere. Questo piano dovrebbe integrare una politica industriale ambiziosa con gli obiettivi del Green Deal, per favorire una transizione giusta verso un’economia priva di fonti fossili, circolare e a zero emissioni. Ciafani ha evidenziato che il mercato globale delle tecnologie pulite, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, potrebbe valere almeno 2.000 miliardi di dollari entro il 2035. Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile avanzare verso un’economia sostenibile e competitiva.
Il Piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili deve prevedere misure ambiziose non solo per le energie rinnovabili, ma anche per migliorare l’efficienza energetica. Tuttavia, Legambiente avverte che è fondamentale evitare la deregulation, che potrebbe compromettere le normative attuali sulla finanza sostenibile e sulla responsabilità delle imprese.
Rischi della semplificazione legislativa
Legambiente ha manifestato preoccupazione per l’enfasi posta dalla Commissione Europea sulla semplificazione legislativa come strumento per migliorare la competitività. Sebbene la semplificazione possa rendere più efficaci le normative esistenti, esiste il rischio di una deregulation ambientale e sociale. Mauro Albrizio, responsabile dell’ufficio europeo di Legambiente, ha sottolineato che la deregulation non è la soluzione per migliorare la competitività. Anzi, il rispetto delle leggi ambientali può generare risparmi significativi per l’economia europea.
L’industria automobilistica, ad esempio, sta affrontando sfide non a causa di un’eccessiva regolamentazione, ma per la mancanza di innovazione e visione strategica. Questo ha portato a un ritardo nell’adozione di veicoli elettrici, mentre le case automobilistiche si sono concentrate sul mantenimento dello status quo.
Verso un futuro sostenibile
Il Clean Industrial Deal deve rappresentare un cambiamento rispetto ai modelli industriali del passato, promuovendo una politica industriale che favorisca la decarbonizzazione dell’economia europea. È necessario fornire supporto alle imprese, condizionando tale assistenza al rispetto di rigorosi standard ambientali e sociali. Le risorse finanziarie devono essere adeguate per garantire una transizione giusta per le aree colpite dalla riconversione industriale.
Tuttavia, Legambiente ha espresso preoccupazione per la previsione di spese ingiustificate a sostegno di tecnologie come il CCS, l’idrogeno low-carbon e il gas fossile, mentre è fondamentale concentrare gli aiuti sulle rinnovabili. La Commissione ha promesso di presentare nei prossimi mesi risorse finanziarie per almeno 100 miliardi di euro, mirate a ridurre le emissioni del 30%, un passo che potrebbe rivelarsi cruciale per il futuro della sostenibilità in Europa.